sabato 13 maggio 2017

Un Ricordo per una "storia"


Capita per caso che ritrovo sotto la cenere del tempo una cassetta VHS. Il titolo scritto a mano, riprodotta in modo artigianale. Racconta della ritirata di Russia e delle peripezie della compagnia 103 TRT di cui mio suocero era in forza. La cassetta snocciola alcune foto ingiallite, mentre la musica fa da sfondo ai sottotitoli scritti a mano, con commenti alle foto dei momenti più importanti della Compagnia 103 TRT. Il filmato prosegue nel racconto, la fine della guerra, il rientro a casa e poi...il momento in cui viene filmato un raduno all'albergo "Madonna del Frassino" sul lago di Garda. Compare per qualche fotogramma, lui con mia suocera al comando tappa ( iscrizione al raduno), durante il pranzo successivo alla s. messa e pochi altri attimi. Avevo partecipato anch'io, accompagnando i miei suoceri, ai raduni, per ascoltare i loro racconti, tanto vividi ricordi quanto dolorosi. E sempre, l'"uomo", l'amicizia e il cameratismo erano la parte più spessa e vera dei racconti, mentre l'evento bellico faceva da sfondo, quasi inconsistente ed etereo.

Per quella tragica campagna venne decorato con la croce di ghiaccio e medaglia al merito.


Ricordo che trovai in un mercatino, il proclama del Gen. Messe sulla campagna di Russia, e quando ne feci dono al nonno Angelo, si commosse, ma non aggiunse altro su quel periodo... Preferiva, e come dargli torto, parlare di calcio, che giocò anche prima della partenza della compagnia per la Russia.

Per questo raccontare della 103 TRT sarà come ricordare nonno Angelo e tutti coloro che vidi ma non conobbi come avrei voluto.

Al di fuori di quei momenti, il "nonno Angelo" lasciava che fosse la vita del momento a prendere il sopravvento, anzichè essere sopraffatto da ricordi troppo dolorosi. 
Era maggio 2005 e nonno Angelo ci ha lasciati, portato via dall'alzheimer, lui, reduce della campagna di Russia, uomo semplice, appassionato di calcio, persona riservata.
In questa foto è con con mio padre.
Ed era dicembre 2013 quando un ictus si è portato via anche mio padre, una persona speciale, sempre pronta ad aiutare tutti, non solo moralmente, spesso lasciando che il suo esempio parlasse per lui.
Vorrei fossero qui adesso per colmare tremendi vuoti fatti di ricordi non detti, testimonianze e parole di vita, per una parola di conforto e di confronto. 
E li voglio pensare così, intenti a giocare una partita infinita e fare a chi bara meglio.




martedì 2 maggio 2017

2 Maggio - 13 Maggio 1944 - Fidenza sotto le bombe -

1944. Guerra aerea su civili e sulle nostre città.

Potrebbe essere questa la sintesi di questo primo bombardamento a tappeto che precederà quello più devastante del 13 maggio 1944.
Complessivamente Fidenza ne subì 48 e 159 furono le vittime.
Bombardamento luglio 1944
I racconti dei sopravvissuti, i rumori della guerra, i sibili freddi e le detonazioni, le preoccupazioni per i familiari di chi era rimasto nella propria casa pur di non subire lo sfollamento, l'umanità e la solidarietà  di tutti per tutti, successivamente al tragico fatto, sono raccontati e impressi in questo dvd che è stato prodotto dalla Associazione Rover Joe di Fidenza. 
Racconti che sono divenuti avvenimento quando il filmato è stato proiettato per i fidentini al teatro Magnani, stracolmo, in una serata divenuta speciale dove tutti si sono sentiti premiati e tutti hanno applaudito  i superstiti intervistati non solo come sopravvissuti, ma per la loro semplicità e per la loro umanità che hanno saputo comunicare in modo così naturale. E un plauso va anche a tutti coloro che hanno cercato di "immaginare solamente"cosa potesse significare essere lì in quel momento e che le immagini via via mostravano. Luoghi che potevano appartenere ad una qualsiasi città di quel periodo e che invece anche se per piccoli tratti, ancora erano riconoscibili pur nella loro devastazione. Luoghi che oggi non esistono più, tratti di viabilità o quartieri che nel tempo sono scomparsi o ne rimangono che solo poche tracce, erano lì fotografati in bianco e nero, ma apparivano più tridimensionali che mai. Ognuno di noi metteva a confronto il com'era e il com'è ora. Alcune volte interpretato come "progresso" molto più spesso la ricostruzione significava cercare di voltare pagina il prima possibile, per guardare avanti. Una serata quindi non solo sul resoconto di un fatto della guerra e non solo visione di un semplice documentario ma, sono sicuro di interpretare correttamente chi lo ha prodotto, un piccolo scrigno di una memoria storica per la città e della città, che ha dimostarto ancora una volta di essere allora una " Comunità" e non una società.

E questo è stato l'ultimo (speriamo per sempre) regalo di quel passato. Una giornata che ha visto sfollare ( in gergo evacuare), per fortuna solo per poche ore e solo per precauzione, molti fidentini.